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Città laboratori di futuro

Il successo dell'iniziativa sta tutto nella conclusione dell'articolo "Una mobilità possibile solo se supportata, per esempio, con piste ciclabili sicure e trasporti pubblici affidabili”, una condizione o presupposto che la Svizzera poteva di certo offrire e mettere sul piatto. Il trasporto pubblico funziona anche quando e soprattutto nelle città si perseguono determinate politiche urbanistiche volte a favorire gli spazi ai pedoni, bici, TPL su corsie preferenziali con asservimento semaforico, anziché alla viabilità veicolare, strade e parcheggi.

Temo che quello che sta avvenendo a Berlino, governata dalla CDU, sia un brutto segnale che ci fa chiaramente intravedere la distopica visione delle destre autocentriche, nella totale inversione di rotta dalle buone politiche della mobilità.

È anche un punto centrale del mondo del lavoro nel superamento del modello economico incentrato sull'imperialismo egemonico dell'auto.

Senza auto, niente PIL?

Il motore dell'auto è anche il motore della malata economia. Bisogna urgentemente uscire da questa visione, da questa cultura, da questo modello fallimentare. Desiderare tutti città più sane e vivibili, più economiche, con più servizi pubblici riducendo le necessità di soluzioni individuali.

Le associazioni ambientaliste e le forze politiche alternative dovrebbero dare un altolà a politiche regressive di ritorno all'auto. Proporre un manifesto della nuova mobilità con precisi standard di riferimento.

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