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Un invito

Per essere protagonisti propositivi di una demotorizzazione del nostro paese la nostra formazione culturale deve certo arricchirsi delle letture appropriate e stare al passo delle ultime informazioni, ma nondimeno il nostro spirito, il nostro cuore e la nostra anima devono essere sostenuti da un fuoco interiore e culturale insieme. Per questo vi invito e vi esorto tutti, come appartenenti al gruppo delle Famiglie senz'auto, a leggere le due ultime encicliche di Papa Francesco.

Anche l'ultima, Fratelli Tutti, fa continui riferimenti all'ambiente, alla sostenibilità, agli stili di vita, inquadrati in una visione del mondo e dei suoi cruciali problemi veramente all'altezza del compito, all'altezza di un papato che sa parlare a tutti, credenti e non credenti.

Il tempo libero di ognuno di noi è sempre molto scarso e non ci permette di seguire tutto e tutti, ma ho trovato un metodo, che seguo io stesso, per leggere comodamente l'intera ultima enciclica, infatti essendo questa suddivisa in 287 paragrafi, mediamente molto brevi, si potrebbe provare a leggerne un certo numero al giorno, in questo modo il pensiero di Papa Francesco ci terrà compagnia e ci sosterrà per diverse settimane o mesi.

Le due ultime encicliche le trovate scorrendo la pagina dei DOCUMENTI alla sezione dedicata a "Papa Francesco".

 

Premetto che non sono un credente, ma con l'occasione vorrei condividere un mia modesta riflessione: 

   Da laico e non credente, comincio a capire il Dio di papa Francesco: è un Dio che si fa strada faticosamente nel cuore degli uomini, illuminando la nostra mente, ma dando anche un senso all'uomo, alla sua essenza sociale e responsabile verso il prossimo e il Creato. A questo punto diventa irrilevante se questo Dio esista realmente come entità a se stante in qualche dimensione spazio-temporale o meno, quello che conta è che esista nei nostri cuori per renderci pienamente uomini, è un Dio che esiste in quanto è una espressione umana, parla a tutti, credenti e non credenti, è l'uomo stesso nel pieno della sua consapevolezza, responsabilità e amore universale. Quindi capisco la grandezza di papa Francesco, di questo vecchio che non si risparmia, che non si ritira in pensione, senza di lui il mondo perderebbe una luce e un riferimento.

Chi non lo capisce e lo denigra, lascio a voi giudicarlo.

Sto provando a leggere l'intera enciclica, come avevo fatto con la precedente Laudato Si, e sto scoprendo una miniera di citazioni, uno scrigno di luce e bellezza, frasi e citazioni che potremmo usare in tante occasioni, ma soprattutto molti paragrafi, tutti, che ci fanno veramente riflettere. Riflessioni sull'uomo, la società, i poteri, la politica, l'economia, stili di vita, le identità, i popoli, le migrazioni, la sanità, le epidemie, riflessioni delle quali la nostra consapevolezza, il nostro cuore e la nostra mente non possono farne a meno.

Papa Francesco: una stella polare, forse l'unica, nel buio del nostro tempo.

"Non c'è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare" (Seneca).

 

Nota aggiuntiva:

   L'uomo si mette alla prova in questo mondo e non in altri.

Dio stesso, secondo la teologia, si è fatto uomo e carne in questo mondo, ed è in questo mondo, non in altri, che possiamo e dobbiamo dare il meglio di noi stessi. L'ambiente intorno a noi ci permette di vivere, la Terra è il nostro ambiente e la nostra casa comune. Dobbiamo preservarla non solo per noi stessi, ma soprattutto per le generazioni future. Il nostro compito di uomini e donne, la nostra prova, si esaurisce in questo mondo, sulla Terra, la nostra unica o almeno principale casa. Nel futuro forse potranno ospitarci anche altri pianeti o satelliti come la Luna, ma saranno solo delle dependance riservate a pochi.

Dio, per quello che lo conosciamo, è legato al tempo, allo spazio e all'uomo, altrimenti al tempo di Gesù ci avrebbe dato nella sua onniscienza e onnipresenza, svincolata dalla nostra dimensione spaziotemporale, anche importanti e significativi messaggi legati all'ambiente, alla cura della nostra casa comune, al nostro futuro, invece ci parla solo ora di questi problemi, o meglio l'uomo se ne sta accorgendo adesso dei danni irrimediabili che sta affliggendo al pianeta, ma non riesce a livello comunitario a porvi rimedio, non sa affrontarli come dovrebbe.

Dio ci ha abbandonato? Come nel grido di Gesù sulla croce?

L'importante è che non ci abbandoni la nostra coscienza e la nostra responsabilità.

Robluf

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